“Guerre Cognitive” – registrazione video incontro del 5.10.2026

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L’incontro del 5 ottobre 2026 ha trattato le “guerre cognitive”, intese come forme avanzate di conflitto ibrido dove il campo di battaglia principale è la mente umana. L’Ambasciatore Sergio Vento, dopo l’introduzione di Daniele V. Comero ha illustrato la storia delle guerre cognitive, evidenziando come gli strumenti si siano evoluti dal pulpito delle chiese alla stampa di Gutenberg, dalla radio alla televisione, fino ai social media e all’intelligenza artificiale. Ha spiegato che le guerre cognitive utilizzano disinformazione, fake news e influencer per influenzare le percezioni e i comportamenti sociali, con l’obiettivo di generare risposte automatiche nella popolazione.

Il senatore Roberto Biscardini ha concluso sottolineando che la guerra cognitiva potrebbe mirare più ai decisori politici che all’opinione pubblica, e ha evidenziato come la cultura della minaccia abbia influenzato la politica interna e internazionale, con particolare riferimento agli incontri tra Trump e Xi che potrebbero segnare una nuova fase nella relazione tra Stati Uniti e Cina.

In conclusione, i Relatori hanno evidenziato come vari interessi economici, l’industria della difesa e le compagnie petrolifere, possano alimentare queste dinamiche, mentre Roberto Biscardini ha sottolineato la necessità di comprendere meglio cosa sia effettivamente la “guerra cognitiva” e come influenzarla. L’Istituto ha ricordato che la guerra cognitiva è un tema di studio delle Forze Armate e della NATO, suggerendo la necessità di aumentare la consapevolezza su questo tema, con la proposta di organizzare un terzo incontro.

 

Immagine in copertina tratta dalla copertina del volume del Ministero della Difesa:

La guerra cognitiva: il sesto dominio operativo e la nuova competizione per le menti – Difesa Online

 

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